I Consorzi di tutela della Igp agnello di Sardegna e quello per il carciofo spinoso di Sardegna Dop, uniscono le forze per promuovere le due eccellenze agroalimentari isolane in Svizzera.

I Consorzi di tutela della Igp agnello di Sardegna e quello per il carciofo spinoso di Sardegna Dop, uniscono le forze per promuovere le due eccellenze agroalimentari isolane in Svizzera.

L'occasione è l'iniziativa la Sardegna in rassegna che si tiene per il quarto anno consecutivo a Lugano nel ristorante l'Argentino.

Per quasi 20 giorni (dal 7 al 24 gennaio) lo chef del ristorante Luca Toricelli, affiancato per l'occasione da quello del consorzio del carciofo Angela Murgia, ogni sera proporranno una ricetta tipica sarda con i due prodotti certificati simbolo dell'agricoltura sarda.

“La rassegna è un'importante vetrina per i nostri prodotti e per il territorio e la cultura sarda, in una terra, la Svizzera, che guarda sempre con maggiore interesse la Sardegna – sostiene il presidente del Consorzio di tutela della Igp agnello di Sardegna Battista Cualbu -. Si tratta di una ulteriore occasione di promozione che si inserisce all'interno del nostro programma”.

“Come Cda del Conzorzio riteniamo fondamentale lavorare in sinergia con i consorzi e le associazioni delle altre eccellenze agroalimentari nostrane - spiega il presidente -. Per questo stiamo consolidando quelle già avviate, come con il carciofo, e stiamo lavorando per intesserne nuove. La migliore promozione dei nostri prodotti – conclude - la si fa in modo unitario e coordinato e non in ordine sparso. Presentiamo non un semplice prodotto ma un territorio, con una antica cultura agricola ed enogastronomica, di alta qualità e genuina. In questo modo si risparmiano soldi e si è più efficaci nella comunicazione”.

 

 

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Numeri in calo rispetto agli anni scorsi. Lavoriamo per la trasparenza dei dati e la promozione dell'agnello Igp

Sono 7691 gli agnelli “stranieri” arrivati e macellati in Sardegna dal 1 novembre ad oggi. Lo ha stabilito un indagine condotta dal Consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna.

Sono tutti destinati alla macellazione e rappresentano lo 0,5 per cento del totale degli agnelli che vengono macellati in questo periodo nell'isola” sostiene il neo presidente del Consorzio Battista Cualbu che con il Cda hanno deciso di monitorare tutto il territorio per avere un quadro dettagliato e attendibile.

Un dato irrilevante, inferiore rispetto a quello degli anni scorsi – precisa il presidente del Consorzio Battista Cualbu - a conferma che il calo delle vendite della carne è generalizzato ed ha colpito anche quelle importate. Prima di avanzare proposte occorre avere i dati dettagliati e certi che ti consentano di fare un'analisi puntuale, altrimenti non sei credibile. In poco tempo – prosegue il presidente in carica da due mesi - siamo riusciti ad avere questi primi numeri ma ci stiamo organizzando perchè siano pubblici e accessibili a tutti. Dobbiamo conoscere il numero e la provenienza delle carni in modo dettagliata mese per mese e per provincia. Puntiamo e pretendiamo un'operazione di trasparenza”.

I 7691 agnelli sono arrivati da oltre mare in Sardegna negli ultimi 45 giorni in 19 partite: 7 erano destinati alla provincia di Sassari con ben 2734; 7 a quella di Oristano con 1895 agnelli; 5 in Gallura con 3062.

I controlli in questi ultime giornate si sono intensificate sopratutto nelle strutture di macellazione. “Per chi lavora onestamente e in trasparenza – commenta il vice presidente del Consorzio Francesco Forma nonché titolare di una delle più grosse strutture di macellazione sarde Macomer – i controlli sono i ben venuti anche perchè oltre a tutelare gli allevatori e i consumatori sono una garanzia anche per noi”.

“Come Consorzio stiamo lavorando per costruire una filiera dell'agnello trasparente in tutti i suoi anelli – annuncia Battista Cualbu -. E' chiaro a tutti che non possiamo fermare le importazioni, ma siamo certi di poterle contenere con una giusta informazione, tutelando e rafforzando l'agnello marchiato Igp (con l'ingresso di tutti i pastori che allevano pecore di razza sarda)”.

 

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