Nei giorni scorsi il Consorzio di tutela della Igp Agnello di Sardegna ha partecipato a Roma alla Giornata nazionale della qualità agroalimentare promossa dal Ministero delle politiche agricole in collaborazione con Ismea.

L'iniziativa, alla quale ha preso parte anche il ministro all'Agricoltura Maurizio Martina, rientra nel piano strategico del Ministero per la tutela e la promozione dei prodotti di qualità sul fronte nazionale e internazionale, ed ha coinvolto gli operatori del comparto Dop e Igp italiano.

E' stato un momento di incontro e confronto sullo stato attuale e sulle strategie di sviluppo messe in luce attraverso sette tavoli di lavoro.

A rappresentare il Consorzio dell'agnello di Sardegna c'erano la direttrice Patrizia Pitzalis e Antonello Salis, membro del Consiglio direttivo, che hanno preso parte rispettivamente ai lavori dei tavoli sull'Evoluzione del sistema dei Consorzi di tutela" e a quello sull'Internazionalizzazione e sviluppo delle Ig.

"Con il coordinamento di Riccardo Deserti, direttore del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano - spiega la direttrice del Contas - abbiamo lavorato per individuare le criticità sul funzionamento dei Consorzi; per trovare un percorso normativo che favorisca l'efficacia di questi enti, e infine gli strumenti operativi per trasferire competenze e know-how dai Consorzi più consolidati a quelli che stanno iniziando".

"Abbiamo convenuto – continua la direttrice - di chiedere al Ministero di farsi promotore di azioni di promozione verso il consumatore, per accrescere la consapevolezza verso i suoi consumi. Inoltre, è necessaria una maggiore attenzione ai Consorzi di tutela attraverso contributi diversificati tra gli enti in fase "start up" e quelli con maggiore esperienza".

Ma la cosa forse più importante, è quella della semplificazione: normativa, con l'acquisizione di un testo unico in materia; e del piano dei controlli, senza intaccare l'efficacia.

"Sarebbe anche auspicabile – commenta il presidente del Consorzio Battista Cualbu - un intervento normativo che agevoli lo sviluppo di sinergie tra Consorzi e organizzazioni di Produzione, oltre che una intervento del Mipaaf per semplificare l'accesso al mercato e all'export".

Tema quest'ultimo, al centro del tavolo sull'Internazionalizzazione e sviluppo delle Ig a cui ha preso parte Antonello Salis, coordinato in questo caso dal professore di Politica Economica all'Università Roma Tre, Fabrizio de Filippis.

"Abbiamo affrontato i problemi di cui risentono i Consorzi di tutela in materia di export – racconta Salis -. Attraverso un'azione sinergica, con il coordinamento del Mipaaf, molto si può fare per promozione all'estero e contrasto ai falsi. Noi siamo doppiamente interessati a questo discorso dal momento che puntiamo ad espandere il mercato 365 giorni l'anno nella Penisola e ovviamente all'estero. L'agnello di Sardegna ha tanto da far scoprire al consumatore, non solo in termini di gusto e bontà, ma anche in termini salutistici: le proprietà benefiche della sua carne, per esempio, sono importanti ma poco conosciute".

"Abbiamo anche stilato alcune linee guida per il Ministero – dice ancora Antonello Salis – in cui prevediamo il coinvolgimento delle Università, e lo sviluppo di e-commerce, così come di accurate strategie di marketing o di migliorare la logistica dei trasporti. Tutti strumenti che servono per accrescere l'apprezzamento e il consumo delle nostre eccellenze agroalimentari Italy nel mondo".

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Numeri in calo rispetto agli anni scorsi. Lavoriamo per la trasparenza dei dati e la promozione dell'agnello Igp

Sono 7691 gli agnelli “stranieri” arrivati e macellati in Sardegna dal 1 novembre ad oggi. Lo ha stabilito un indagine condotta dal Consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna.

Sono tutti destinati alla macellazione e rappresentano lo 0,5 per cento del totale degli agnelli che vengono macellati in questo periodo nell'isola” sostiene il neo presidente del Consorzio Battista Cualbu che con il Cda hanno deciso di monitorare tutto il territorio per avere un quadro dettagliato e attendibile.

Un dato irrilevante, inferiore rispetto a quello degli anni scorsi – precisa il presidente del Consorzio Battista Cualbu - a conferma che il calo delle vendite della carne è generalizzato ed ha colpito anche quelle importate. Prima di avanzare proposte occorre avere i dati dettagliati e certi che ti consentano di fare un'analisi puntuale, altrimenti non sei credibile. In poco tempo – prosegue il presidente in carica da due mesi - siamo riusciti ad avere questi primi numeri ma ci stiamo organizzando perchè siano pubblici e accessibili a tutti. Dobbiamo conoscere il numero e la provenienza delle carni in modo dettagliata mese per mese e per provincia. Puntiamo e pretendiamo un'operazione di trasparenza”.

I 7691 agnelli sono arrivati da oltre mare in Sardegna negli ultimi 45 giorni in 19 partite: 7 erano destinati alla provincia di Sassari con ben 2734; 7 a quella di Oristano con 1895 agnelli; 5 in Gallura con 3062.

I controlli in questi ultime giornate si sono intensificate sopratutto nelle strutture di macellazione. “Per chi lavora onestamente e in trasparenza – commenta il vice presidente del Consorzio Francesco Forma nonché titolare di una delle più grosse strutture di macellazione sarde Macomer – i controlli sono i ben venuti anche perchè oltre a tutelare gli allevatori e i consumatori sono una garanzia anche per noi”.

“Come Consorzio stiamo lavorando per costruire una filiera dell'agnello trasparente in tutti i suoi anelli – annuncia Battista Cualbu -. E' chiaro a tutti che non possiamo fermare le importazioni, ma siamo certi di poterle contenere con una giusta informazione, tutelando e rafforzando l'agnello marchiato Igp (con l'ingresso di tutti i pastori che allevano pecore di razza sarda)”.

 

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L'agnello Igp di Sardegna è l'unico sicuro e garantito sardo

 

Il Consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna sta mettendo in campo tutte le forze per promuovere e vigilare (ruolo che gli compete per statuto) l'agnello marchiato sardo in vista delle delle festività natalizie che rappresentano il momento di maggior consumo.

“I nostri agenti vigilatori sono in giro su tutto il territorio nazionale – spiega il presidente del Consorzio Battista Cualbu – a tutela del produttore e del consumatore. Fino ad oggi non è stato riscontrato nessun tarocco o tentativo di spacciare per sardo un agnello che non sia marchiato Igp. Grazie alla denominazione protetta, infatti, tutte le imitazioni o evocazioni dell’area geografica di riferimento sono vietate. Per essere chiari – specifica Battista Cualbu -: la dicitura agnello sardo non può essere utilizzato da nessuno in quanto costituisce imitazione o evocazione della denominazione della Igp agnello di Sardegna e dunque commette un reato”.

“Dal primo aprile di quest'anno – argomenta ancora il presidente Battista Cualbu – non è più anonima la provenienza della carne fresca di maiale, di agnello e capretto grazie all’entrata in vigore anche in Italia del nuovo Regolamento che impone l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili. Per questo ci appelliamo anche ai consumatori che sono nostri alleati: leggete bene le etichette. In tutti ci deve essere l'origine e solo nel nostro agnello Igp c'è scritto Sardegna. Poi ognuno è libero di comprare ciò che ritiene più opportuno. Negli scaffali delle macellerie è normale trovare anche agnelli provenienti da altri Paesi. Siamo in un mercato libero e non mi risulta ci sia l'autarchia nella nostra isola. Noi vi possiamo garantire che quello marchiato Igp di Sardegna è un prodotto sicuro, saporito e genuino, nato, allevato e macellato in Sardegna e che si è nutrito con il latte della madre allevata allo stato brado o semibrado. Un prodotto che secondo i pediatri ed il mondo della scienza è indispensabile per la crescita e lo sviluppo dei bambini e comunque per tutti”.

Oltre alla vigilanza e alla tutela l'altro compito del Consorzio è quella di promuovere l'agnello Igp di Sardegna. “Lo stiamo facendo in modo massiccio – annuncia la direttrice –. Lo scopo è di renderlo visibile e presente in tutti i negozi: nei mercati civici, nelle botteghe e nella grande distribuzione. Vogliamo che i consumatori lo trovino e lo riconoscano con facilità. Grazie ad un protocollo di intesa sottoscritto insieme a noi dal Ministero delle Politiche Agricole, la Grande distribuzione – dice – in questi giorni stanno arrivando nei grandi supermercati dei totem che raccontano con degli slogan le principali virtù dell'agnello Igp di Sardegna. Inoltre sono in atto anche altre campagne pubblicitarie. Stiamo puntando sia nei territori dove il mercato dell'agnello è già affermato e forte, come quello della Sardegna e del Lazio, sia in quei territori dove è meno conosciuto come nel nord Italia. Abbiamo inoltre anche un sito web nuovo e aggiornato”.

 

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