Il primo dei sei appuntamenti del Consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna nella festa del carciofo promosso da Coldiretti Sardegna si è rivelato un successo.

In tutte le Provincie, grazie alla collaborazione tra Campagna Amica, il consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna e gli agriturismo di Terranostra, fino a martedì prossimo gli agrichef proporranno un menù a base di agnello e carciofo.

Dopo l'appuntamento di ieri a Cagliari, in piazza dei Centomila, le degustazioni si avranno ancora a Cagliari domani nel mercato di Campagna Amica a Quartu S. Elena di via Pitz’e Serra e domenica nel mercato di Selargius in Località Su Planu, nel centro commerciale I Mulini.

A Oristano invece si potrà degustare l'agnello sardo con il carciofo il giorno di martedì grasso, nel pieno della festa del carnevale e dell'organizzazione della Sartiglia. L'iniziativa si terrà la sera, nel villaggio Sa Sartiglia, in piazza Cova.

Anche Nuoro e Sassari hanno scelto martedì grasso (la mattina) e l'abbinamento con le maschere e i balli rispettivamente nei mercati in piazza Vittorio Emanuele ed all'Emiciclo.

Il binomio con il carciofo, che avevamo sperimentato nella rassegna gastronomica in Svizzera a gennaio – dice il dirigente del Consorzio dell'agnello di Sardegna Igp Leonardo Salis – si conferma fortunato anche nell'isola. Stiamo proseguendo con le iniziative congiunte con gli altri consorzi di tutela, le altre realtà agricole e le associazioni perchè, essendo l'agnello espressione di un territorio e di una cultura, pensiamo di dover investire del ruolo di promotori e valorizzatori tutti i sardi, compresi gli emigrati, con i quali abbiamo già promosso alcune iniziative”.

L'obiettivo – spiega il presidente del Consorzio Battista Cualbu – è quello di portare l'agnello sardo in tutte le mense pubbliche, ed in particolare in quelle scolastiche. Lo si deve fare accompagnandolo con l'educazione alimentare perchè oltre a dare un contributo importante all'economia locale e di prossimità, e far mangiare ai nostri figli un prodotto sano, sicuro e a km0, ci deve essere nei più giovani la consapevolezza di ciò che mangiano e che il cibo ha una funzione che va oltre il semplice soddisfare un bisogno fisiologico ma ha pure un valore sociale e culturale”.

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I Consorzi di tutela della Igp agnello di Sardegna e quello per il carciofo spinoso di Sardegna Dop, uniscono le forze per promuovere le due eccellenze agroalimentari isolane in Svizzera.

I Consorzi di tutela della Igp agnello di Sardegna e quello per il carciofo spinoso di Sardegna Dop, uniscono le forze per promuovere le due eccellenze agroalimentari isolane in Svizzera.

L'occasione è l'iniziativa la Sardegna in rassegna che si tiene per il quarto anno consecutivo a Lugano nel ristorante l'Argentino.

Per quasi 20 giorni (dal 7 al 24 gennaio) lo chef del ristorante Luca Toricelli, affiancato per l'occasione da quello del consorzio del carciofo Angela Murgia, ogni sera proporranno una ricetta tipica sarda con i due prodotti certificati simbolo dell'agricoltura sarda.

“La rassegna è un'importante vetrina per i nostri prodotti e per il territorio e la cultura sarda, in una terra, la Svizzera, che guarda sempre con maggiore interesse la Sardegna – sostiene il presidente del Consorzio di tutela della Igp agnello di Sardegna Battista Cualbu -. Si tratta di una ulteriore occasione di promozione che si inserisce all'interno del nostro programma”.

“Come Cda del Conzorzio riteniamo fondamentale lavorare in sinergia con i consorzi e le associazioni delle altre eccellenze agroalimentari nostrane - spiega il presidente -. Per questo stiamo consolidando quelle già avviate, come con il carciofo, e stiamo lavorando per intesserne nuove. La migliore promozione dei nostri prodotti – conclude - la si fa in modo unitario e coordinato e non in ordine sparso. Presentiamo non un semplice prodotto ma un territorio, con una antica cultura agricola ed enogastronomica, di alta qualità e genuina. In questo modo si risparmiano soldi e si è più efficaci nella comunicazione”.

 

 

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Numeri in calo rispetto agli anni scorsi. Lavoriamo per la trasparenza dei dati e la promozione dell'agnello Igp

Sono 7691 gli agnelli “stranieri” arrivati e macellati in Sardegna dal 1 novembre ad oggi. Lo ha stabilito un indagine condotta dal Consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna.

Sono tutti destinati alla macellazione e rappresentano lo 0,5 per cento del totale degli agnelli che vengono macellati in questo periodo nell'isola” sostiene il neo presidente del Consorzio Battista Cualbu che con il Cda hanno deciso di monitorare tutto il territorio per avere un quadro dettagliato e attendibile.

Un dato irrilevante, inferiore rispetto a quello degli anni scorsi – precisa il presidente del Consorzio Battista Cualbu - a conferma che il calo delle vendite della carne è generalizzato ed ha colpito anche quelle importate. Prima di avanzare proposte occorre avere i dati dettagliati e certi che ti consentano di fare un'analisi puntuale, altrimenti non sei credibile. In poco tempo – prosegue il presidente in carica da due mesi - siamo riusciti ad avere questi primi numeri ma ci stiamo organizzando perchè siano pubblici e accessibili a tutti. Dobbiamo conoscere il numero e la provenienza delle carni in modo dettagliata mese per mese e per provincia. Puntiamo e pretendiamo un'operazione di trasparenza”.

I 7691 agnelli sono arrivati da oltre mare in Sardegna negli ultimi 45 giorni in 19 partite: 7 erano destinati alla provincia di Sassari con ben 2734; 7 a quella di Oristano con 1895 agnelli; 5 in Gallura con 3062.

I controlli in questi ultime giornate si sono intensificate sopratutto nelle strutture di macellazione. “Per chi lavora onestamente e in trasparenza – commenta il vice presidente del Consorzio Francesco Forma nonché titolare di una delle più grosse strutture di macellazione sarde Macomer – i controlli sono i ben venuti anche perchè oltre a tutelare gli allevatori e i consumatori sono una garanzia anche per noi”.

“Come Consorzio stiamo lavorando per costruire una filiera dell'agnello trasparente in tutti i suoi anelli – annuncia Battista Cualbu -. E' chiaro a tutti che non possiamo fermare le importazioni, ma siamo certi di poterle contenere con una giusta informazione, tutelando e rafforzando l'agnello marchiato Igp (con l'ingresso di tutti i pastori che allevano pecore di razza sarda)”.

 

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L'agnello Igp di Sardegna è l'unico sicuro e garantito sardo

 

Il Consorzio per la tutela della Igp agnello di Sardegna sta mettendo in campo tutte le forze per promuovere e vigilare (ruolo che gli compete per statuto) l'agnello marchiato sardo in vista delle delle festività natalizie che rappresentano il momento di maggior consumo.

“I nostri agenti vigilatori sono in giro su tutto il territorio nazionale – spiega il presidente del Consorzio Battista Cualbu – a tutela del produttore e del consumatore. Fino ad oggi non è stato riscontrato nessun tarocco o tentativo di spacciare per sardo un agnello che non sia marchiato Igp. Grazie alla denominazione protetta, infatti, tutte le imitazioni o evocazioni dell’area geografica di riferimento sono vietate. Per essere chiari – specifica Battista Cualbu -: la dicitura agnello sardo non può essere utilizzato da nessuno in quanto costituisce imitazione o evocazione della denominazione della Igp agnello di Sardegna e dunque commette un reato”.

“Dal primo aprile di quest'anno – argomenta ancora il presidente Battista Cualbu – non è più anonima la provenienza della carne fresca di maiale, di agnello e capretto grazie all’entrata in vigore anche in Italia del nuovo Regolamento che impone l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili. Per questo ci appelliamo anche ai consumatori che sono nostri alleati: leggete bene le etichette. In tutti ci deve essere l'origine e solo nel nostro agnello Igp c'è scritto Sardegna. Poi ognuno è libero di comprare ciò che ritiene più opportuno. Negli scaffali delle macellerie è normale trovare anche agnelli provenienti da altri Paesi. Siamo in un mercato libero e non mi risulta ci sia l'autarchia nella nostra isola. Noi vi possiamo garantire che quello marchiato Igp di Sardegna è un prodotto sicuro, saporito e genuino, nato, allevato e macellato in Sardegna e che si è nutrito con il latte della madre allevata allo stato brado o semibrado. Un prodotto che secondo i pediatri ed il mondo della scienza è indispensabile per la crescita e lo sviluppo dei bambini e comunque per tutti”.

Oltre alla vigilanza e alla tutela l'altro compito del Consorzio è quella di promuovere l'agnello Igp di Sardegna. “Lo stiamo facendo in modo massiccio – annuncia la direttrice –. Lo scopo è di renderlo visibile e presente in tutti i negozi: nei mercati civici, nelle botteghe e nella grande distribuzione. Vogliamo che i consumatori lo trovino e lo riconoscano con facilità. Grazie ad un protocollo di intesa sottoscritto insieme a noi dal Ministero delle Politiche Agricole, la Grande distribuzione – dice – in questi giorni stanno arrivando nei grandi supermercati dei totem che raccontano con degli slogan le principali virtù dell'agnello Igp di Sardegna. Inoltre sono in atto anche altre campagne pubblicitarie. Stiamo puntando sia nei territori dove il mercato dell'agnello è già affermato e forte, come quello della Sardegna e del Lazio, sia in quei territori dove è meno conosciuto come nel nord Italia. Abbiamo inoltre anche un sito web nuovo e aggiornato”.

 

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